Avvocati: attenzione alle copie (non di cortesia)

Che accade se all’esame per l’abilitazione alla professione di avvocato, un gruppo di candidati riceve mediante messaggi su cellulare il compito redatto da un pull di esperti?
A volte Whatsapp non è solo comodo ed economico, ma può essere dannoso, se usato malamente.
Va da sé che il contegno sia rilevante sia in ambito concorsuale, conducendo all’annullamento delle prove, sia in ambito deontologico, visto che, per effetto dell’art. 72 del Codice, la sanzione prevista va da due a sei mesi.
Ma che accade dal punto di vista penale?
La Sentenza della Cassazione Penale 2740 del 2017 evidenzia che non si ha a che fare con un falso, ma con un reato specifico consistente nelle ipotesi criminose previste dagli articoli 1 e 2 della legge 475/1925.
La conclusione è che “le ipotesi criminose previste dalla L. 19 aprile 1925, n. 475, artt. 1 e 2, quando la condotta si esaurisca nella presentazione (e nella predisposizione) dei lavori non propri sono da ritenersi speciali rispetto alle ipotesi di falso ideologico per induzione attinenti alla formazione dei successivi atti pubblici, posto che i delitti in questione prevedono, come ipotesi aggravata, che l’aspirante consegua l’intento (del superamento dell’esame o del concorso)”.