Codice della strada: il ritardo giustifica l’amnesia

Il punto è quello dell’obbligo del proprietario del veicolo multato di comunicare l’identità del conducente: che accade se non ci si riesce è proprio a ricordare chi guidasse nell’occasione dell’infrazione?
Per la Cassazione non si può multare il proprietario del veicolo perché non ha comunicato alle autorità chi era al volante dell’auto al momento della violazione addebitata (ad esempio l’eccesso di velocità rilevato da strumenti di accertamento elettronico), se il verbale per l’infrazione al codice della strada non è stato notificato in modo tempestivo.
Questo informa l’ordinanza 26964/16, della Corte di Cassazione, per la quale l’ente impositore, ad esempio il Comune, può pretendere che il proprietario del veicolo renda note le generalità del trasgressore soltanto quando notifica in modo tempestivo il verbale di accertamento dell’infrazione principale.
Secondo la Corte, infatti non si può esigere che il titolare del veicolo ricordi chi fosse alla guida dell’auto il giorno in cui la macchina è stata multata medi e mesi prima.
Insomma, conclude l’ordinanza, “la tempestività della contestazione serve a porre il destinatario in condizioni di difendersi e in caso di tardività va invece esclusa la sussistenza dell’obbligo”.