Condominio: limiti all’appello

Un condominio rimaneva soccombente anche in grado di appello nel giudizio proposto per il risarcimento delle lesioni subite da una minore precipitata nel vano di corsa ascensore.
La sentenza era oggetto di opposizione di terzo da parte di alcuni condomini.
L’opposizione era rigettata, ritenendo la Corta di Appello che i condomini non fossero terzi rispetto alla situazione giuridica affermata e quindi difettando della legittimazione all’opposizione.
I condomini ricorrevano per cassazione, ma anche questo ricorso veniva rigettato con sentenza 4436 2017 affermando il principio per cui “il giudicato formatosi all’esito di un processo in cui sia stato parte l’amministratore di un condominio fa stato anche nei confronti dei singoli condomini, pure se non intervenuti in giudizio … il condominio è ente di gestione sfornito di personalità giuridica distinta da quella dei singoli condomini”. I singoli condomini non sono qualificabili come terzi rispetto alle statuizioni della sentenza che ha riconosciuto la responsabilità del condominio.
Pertanto secondo la Corte i singoli condomini opponenti sarebbero a considerare quali “parti originarie” della lite definita con la sentenza impugnata.
In giudizio era stato infatti citato il condominio nella sua interezza, e l’amministratore si era costituito in giudizio senza nulla eccepire in merito alla presunta carenza di legittimazione passiva delle scale estranee al sinistro le quali, peraltro, non erano intervenute nel giudizio per contestare l’assenza della loro responsabilità.