Durante l’esecuzione del lavoro di pubblica utilità va sospesa la sanzione della sospensione della patente di guida

La sostituzione della pena detentiva con quella del lavoro di pubblica utilità ai sensi dell’art. 186, comma 9-bis, D.lgs. 285/1992, comporta la sospensione dell’efficacia della sanzione amministrativa della sospensione della patente di guida applicata.
Questo il principio affermato dalla Corte di Cassazione, con la pronuncia della sesta sezione penale del 19 ottobre 2017, n. 48330.
I giudici di legittimità, privilegiando un’interpretazione letterale del testo dell’art. 186, comma 9-bis, D.lgs. 285/1992, hanno evidenziato che la norma dispone che, nell’ipotesi di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il giudice dispone la revoca della pena sostitutiva con “rispristino” di quella sostituita e della sanzione amministrativa della sospensione della patente. Il significato del termine “ripristino” utilizzato dal legislatore non può che significare “rimessa in vigore”, “ristabilire”, “riportare ad uno stato precedente”. Il che presuppone che prima del “ripristino” l’efficacia della sanzione amministrativa della sospensione della patente di guida sia stata sospesa.
Un’interpretazione contraria, d’altro canto, annullerebbe di fatto il vantaggio del dimezzamento del periodo di sospensione della patente di guida connesso all’esecuzione dei lavori di pubblica utilità. Invero, l’immediata esecutività della sola sanzione accessoria della sospensione della patente rischierebbe, in caso di positivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, di rendere verosimilmente, dati i tempi fisiologici di fissazione della nuova udienza per dichiarare estinto il reato e disporre la riduzione alla metà della sanzione amministrativa, vani gli effetti della successiva riduzione della metà della sospensione stessa.