Formazione continua e genitorialità

Un consiglio dell’ordine aveva sanzionato con la censura un Avvocato che nel triennio di formazione aveva conseguito solo 27 crediti a fronte dei 50 richiesti.
Anche se l’Avvocato aveva comunicato le ragioni che avevano impedito di adempiere all’obbligo formativo – individuate in motivi di natura professionale e familiare – e di aver richiesto la possibilità di recuperare i crediti mancanti nel successivo triennio formativo, il COA la riteneva responsabile della violazione contestata e la sanzionava con la censura.
Il CNF, con recente Sentenza  ha deciso l’impugnazione affermando due principi rilevanti.
Da un lato l’obbligo formativo è un precetto esplicitamente riportato nel codice deontologico, per cui la relativa violazione costituisce un illecito tipizzato.
L’art. 15 nuovo CDF (Dovere di aggiornamento professionale e di formazione continua) disciplina specificamente la violazione deontologica in continuità con la precedente disciplina, di cui all’art. 13 CDF ed alle norme di cui al Reg. Formazione continua del 2007. La norma è poi integrata dall’art. 69, comma 6 nuovo CDF (Rapporti con il Consiglio dell’Ordine) che richiede all’avvocato il rispetto dei regolamenti del CNF e del COA di appartenenza concernenti gli obblighi e i programmi formativi.
Dall’altro lato però il CNF ha considerato che la ricorrente aveva fatto presente di avere tre figli, all’epoca minori di età, e di essere assorbita quasi totalmente in quel periodo da ragioni di cura della famiglia, e per questa ragione aveva presentato istanza di esonero dal conseguimento dei crediti, rigettata dal COA.
L’esonero dall’obbligo formativo è previsto per gli iscritti che si trovino in una situazione di impedimento determinato da: a) gravidanza, parto, adempimento da parte dell’uomo o della donna di doveri collegati alla paternità o alla maternità in presenza di figli minori; b) grave malattia o infortunio od altre condizioni personali di analoga rilevanza; c) interruzione per un periodo non inferiore a sei mesi dell’attività professionale o trasferimento di questa all’estero; d) cause di forza maggiore; e) altre ipotesi eventualmente indicate dal CNF.
Ritenendo che sussistessero e due cause distinte di esonero (da un lato la gravidanza ed il parto, dall’altro l’adempimento di doveri collegati alla paternità o maternità in presenza di figli minori) il CNF ha censurato il contegno del COA che non effettuando alcuna distinzione tra la maternità ed i doveri collegati alla maternità in presenza di figli minori, aveva rigettato la richiesta di esonero, ed ha annullato la sanzione.