Opposizione a decreto ingiuntivo e mediazione delegata: onere e conseguenze – L’intervento della Cassazione

Il tema è a quale delle parti competa l’onere di introdurre la mediazione delegata nell’ambito di una opposizione a decreto ingiuntivo.
La questione ha una sua ricaduta pratica: a seconda del soggetto a cui spetti avviare la mediazione delegata, vi possono essere conseguenze diverse: in un caso (ove competa all’opponente) l’improcedibilità per mancata mediazione travolgerebbe la sola opposizione, mentre nell’altro caso (ove l’onere dovesse essere a carico dell’opposto, attore sostanziale), la caducazione riguarderebbe pure il decreto ingiuntivo.
Aveva infatti suscitato vivo interesse la sentenza del Tribunale di Ferrara, emessa in data 7 gennaio 2015 dalla Dott.ssa Anna Ghedini e secondo cui la mancata instaurazione, a cura del creditore opposto, della mediazione nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo comporta la revoca del decreto stesso.
Appaiono evidenti le conseguenze processuali e sostanziali di tale assunto.
Il creditore si vedrebbe onerato di un adempimento, l’instaurazione del procedimento di mediazione, sostanzialmente superfluo per lui, e ciò a causa dell’opposizione promossa dal debitore che vedrebbe ulteriormente allontanarsi il momento dell’esecuzione forzata in base al titolo già in possesso della controparte. La decisione aveva raccolto consensi non certo isolati.
Di diverso avviso, anche successivamente, si era espressa tuttavia una parte maggioritaria della giurisprudenza di merito, tra la quale il Tribunale di Chieti: quest’ultimo, con sentenza 8 settembre 2015, ha sostenuto che non può esserci dubbio in ordine alla affermazione che l’interesse concreto alla presentazione della istanza di mediazione debba essere individuato in capo alla parte opponente, quale parte appunto “interessata” ad evitare il prospettabile “passaggio in giudicato” dell’opposto decreto nell’ipotesi, in ogni caso, di mancato avveramento della condizione.
In questo caso l’aspetto prevalente era anche quello della autonoma sorte del giudizio di opposizione, rispetto al consolidamento del decreto ingiuntivo opposto.
A fare finalmente chiarezza è intervenuta, lo scorso 3 Dicembre, la Corte di Cassazione che con sentenza 24629/2015  ha stabilito come, a seguito della decisione del giudice sulla domanda di esecutività del decreto, spetta al debitore opponente (e non al creditore opposto) avviare il tentativo di mediazione.
Secondo quanto stabilito dalla Corte, infatti, è proprio il debitore opponente ad avere l’interesse ad avviare il giudizio di opposizione e, conseguentemente, anche l’iter di mediazione.
Qualora dovesse venire meno l’assolvimento di tale onere, l’improcedibilità riguarderebbe il solo procedimento di opposizione, con la conseguenza che il decreto ingiuntivo diventa definitivo.
Un elemento di chiarezza necessario.