Imposte dirette ed indirette: prescrizione decennale solo con titolo giudiziale divenuto definitivo

Dopo la pronuncia della Cassazione a sezioni unite del 17.11.2016, n. 23397 , molte Commissioni Tributarie, che in passato ritenevano applicabile la prescrizione decennale per i crediti erariali, sembrano aver cambiato rotta.
Attualmente prevale il principio secondo cui le imposte dirette e indirette dello Stato sono soggette alla prescrizione quinquennale.
A tal proposito, si segnala la recente sentenza n. 1050/12/2017, pronunciata dalla Commissione Tributaria Regionale di Roma.
Nel caso sottoposto all’attenzione della Commissione romana, il contribuente impugnava un preavviso di fermo amministrativo emesso da Equitalia notificato in data 05.02.2012, in relazione a diverse cartelle di pagamento per l’omesso versamento dell’IRPEF per gli anni dal 2005 al 2012, nonostante la regolare notifica il 10.02.2009 di una cartella di pagamento, tra l’altro, mai impugnata.
Il contribuente eccepiva l’intervenuta prescrizione quinquennale dell’IRPEF dalla data di notifica della cartella di pagamento alla data di notifica del preavviso di fermo amministrativo.
La Commissione giudicante, con riferimento alla pronuncia della corte di legittimità del 2016, sostenendo la correttezza delle argomentazioni giuridiche offerte dal contribuente circa l’intervenuta prescrizione quinquennale dell’IRPEF, accoglieva l’appello proposto.
In particolare, le Sezioni Unite della Corte erano state chiamate a pronunciarsi sull’interpretazione da dare all’art. 2953 cc, circa l’operatività o meno della conversione del termine di prescrizione breve in quello ordinario decennale, nelle fattispecie in cui la definitività dell’accertamento del credito derivi da atti diversi rispetto ad una sentenza passata in giudicato come gli atti di riscossione mediante ruolo o di riscossione coattiva di crediti degli enti previdenziali ovvero di crediti relativi ad entrate dello Stato, tributarie ed extra tributarie, nonché di crediti delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli altri Enti Locali.
Le Sezioni Unite della Corte, nel 2016, ricalcando la loro precedente pronuncia del 10.12.2009, n. 25790, hanno enunciato il seguente principio di diritto: “la scadenza del termine – pacificamente perentorio – per proporre opposizione a cartella di pagamento di cui al D.lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, art. 24, comma 5, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche l’effetto della c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve (nella specie, quinquennale secondo la L. n.335 del 1995, art.3, commi 9 e 10) in quello ordinario (decennale), ai sensi dell’art.2953 cc. Tale ultima disposizione, infatti, si si applica soltanto nelle ipotesi in cui intervenga un titolo giudiziale divenuto definitivo, mentre la suddetta cartella, avendo natura di atto amministrativo, è priva dell’attitudine ad acquistare efficacia di giudicato. Lo stesso vale per l’avviso di addebito dell’INPS, che dal 1 gennaio 2011, ha sostituito la cartella di pagamento per i crediti di natura previdenziale di detto Istituto”.
Inoltre, in relazione al richiamo spesso operato da Equitalia (oggi Agenzia delle Entrate – Riscossione) all’art. 20, co.6, del D.lgs. n. 112 del 1999, inerente la procedura di discarico per inesigibilità, deve evidenziarsi come le Sezioni Unite della Cassazione non lascino dubbi precisando che “il suddetto riferimento alla prescrizione decennale, nell’art. 20, comma 6 cit., risulta effettuato sempre in ambito sostanziale e senza alcun possibile riferimento all’art. 2953 c.c., visto che pacificamente viene richiamato con riguardo alla attività amministrativa di riscossione – per la quale, in ambito fiscale, vale, come regola generale, il termine ordinario della prescrizione – nell’ambito di una procedura (di discarico per inesigibilità) del pari di natura pacificamente amministrativa”.
Pertanto, sulla scorta del precedente giurisprudenziale di cui sopra, il principio espresso dalla Commissione tributaria regionale del Lazio è stato il seguente: “La trasformazione da prescrizione quinquennale in decennale si perfeziona soltanto con l’intervento del “titolo giudiziale divenuto definitivo”, sentenza o decreto ingiuntivo, mentre la cartella esattoriale, l’avviso di addebito dell’Inps e l’avviso di accertamento dell’Amministrazione Finanziaria costituiscono – per propria natura incontrovertibile – semplici atti amministrativi di autoformazione e pertanto sono privi dell’attitudine ad acquistare efficacia di giudicato”.