RC Professionale retroattiva e postuma

La maggior parte delle polizze dirette agli avvocati presenti sul mercato assicurativo italiano non contempla, tra le garanzie concesse, la retroattività (in taluni limitati casi, la retroattività viene concessa per un periodo estremamente limitato: due, al massimo tre anni).
Lo stesso dicasi con riferimento alla garanzia c.d. postuma o ultrattiva, che, peraltro, raramente viene concessa in associazione alla garanzia retroattiva, giacché le compagnie delimitano il rischio assicurato contemplando, alternativamente, l’una o l’altra garanzia.
Ora, è evidente come la esistenza o meno della garanzia retroattiva, limitata o illimitata, associata o meno ad una garanzia postuma, limitata o illimitata, delimiti in modo rilevante l’estensione della copertura assicurativa.
Tale rilevanza si comprende appieno se si considerano i vari momenti in cui si articola il sinistro di responsabilità professionale, laddove anche solo tra la condotta del professionista ed il manifestarsi in termini di definitività del danno in capo al cliente può intercorrere un lasso di tempo estremamente lungo e laddove, comunque, non meno lunga sarà la successiva attività di accertamento di responsabilità e quantificazione del danno, e cioè:
il fatto generatore, ovvero il momento in cui il professionista/assicurato pone in essere la condotta colposa, attiva o omissiva, potenzialmente fonte di danno per il terzo e quindi il momento nel quale sorge la responsabilità verso il terzo;
il fatto dannoso, vale a dire il momento nel quale si manifesta il danno al terzo, benchè tale danno non sia ancora definitivo;
la richiesta risarcitoria da parte del terzo danneggiato nei confronti del professionista/assicurato;
la denuncia di sinistro, ovvero il momento nel quale il professionista/assicurato, destinatario di una richiesta risarcitoria, denuncia il sinistro al proprio assicuratore;
l’accertamento (giudiziale o stragiudiziale) della effettiva esistenza di responsabilità professionale, accertamento che presuppone la dimostrazione di tre presupposti: condotta attiva o omissiva – definitività del danno – nesso di causalità tra condotta e danno, e la successiva quantificazione del danno;
la liquidazione del danno, vale a dire il momento in cui avviene l’effettivo risarcimento del danno al terzo.

Da un punto di vista assicurativo, nelle polizze di r.c. professionale, due le tradizionali tipologie di clausole che prendono in considerazione due distinti momenti di articolazione del sinistro, tra quelli sopra individuati: a) la c.d. clausola <<claims made>> che, introducendo una definizione convenzionale di sinistro, conferisce rilevanza non già alla data di accadimento del “fatto” che è causa del danno ma alla data di richiesta di risarcimento (il “claim” appunto) da parte del terzo; b) la c.d. clausola <<loss occurrence>> che delimita l’operatività della garanzia ai “fatti” avvenuti durante il periodo di vigenza della polizza, a prescindere dalla data di richiesta del risarcimento e di denuncia del sinistro.

La maggior parte delle polizze oggi presenti sul mercato assicurativo italiano opera in regime di claims made (delimitazione dell’operatività della garanzia ai danni denunciati entro il periodo di vigenza della polizza), alcune presentano indubbi profili di nullità (cfr. recentissima pronuncia della Cassazione n. 22891 del 10.11.2015), altre non prevedono alcuna retroattività (vale a dire escludendo tutte le condotte poste in essere prima della stipula della polizza ma la cui richiesta risarcitoria sia avvenuta, per la prima volta, durante il periodo di efficacia del contratto), altre ancora prevedono una retroattività limitata nel tempo (1, 2, 3… al massimo 5 anni), pochissime propendono per una retroattività illimitata nel tempo. Dette polizze, poi, non contemplano generalmente la previsione di una garanzia supplementare di ultrattività o postuma.

Quindi, massima attenzione, al fine di scongiurare il rischio di una “scopertura” assicurativa, quando si opta per il passaggio tra diverse polizze non in soluzione di continuità tra loro, laddove dette polizze operino in regimi diversi sotto il profilo temporale.

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